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C’era una volta il posto a tempo indeterminato.

C’era una volta il posto a tempo indeterminato.

Se esistesse la macchina del tempo potremmo fare un esperimento raccapricciante… qualunque persona che, abituata a vivere qualche decennio fa, venisse catapultata al giorno d’oggi, dopo la sbornia di effimera tecnologia rimarrebbe colpita principalmente da una cosa: non c’è piu il lavoro e se c’è è quasi un fardello.

Profili professionali che in altre nazioni avrebbero ogni porta aperta, qui diventano un peso, almeno finché non prendono coraggio, vanno fuori e come per magia si rendono conto di essere una risorsa di valore. La “fuga dei cervelli” non è riferibile soltanto a quello dei ragazzi (e non solo) che vanno ad arricchire altre nazioni, ma anche e sopratutto ai nostri che, stupidi, lo permettiamo.

Chi parla di flessibilità del mondo del lavoro portandola ad esempio di “avanguardia” il realtà lo fa non tenendo conto dello status quo. Qui il lavoro non c’è, quindi, chi esce da un’azienda non va in un’altra azienza ma “timbra il cartellino” al bar per mesi.

Non porto l’esempio della cina dove è più facile trovare lavoro che un uccello nel cielo ma, rimanendo su società vagamente compatibili, negli stati uniti il problema della flessibilità se lo pone principalmente l’azienda!

Ci sono consulenti che studiano su basi statistiche quanti e quali dipendenti potrebbero dare il benservito alle preoccupatissime aziende per andare a trovare di meglio.

E non solo dipendenti altamente specializzati... qualunque dipendente ambisce a migliorare la propria posizione.

Ad esempio io, che in Italia non vengo preso in nessuna considerazione, ho fatto 5 domande di lavoro in USA specificando che avrei anche avuto bisogno di sostegno per il permesso di soggiorno e, nonostante questo fastidiosissimo particolare, 3 mi avrebbero assunto!

Abbandonata alla deriva da una “repubblica fondata sul lavoro” cosa può fare una persona per andare avanti? Eccettuando rare fortune, si hanno 3 possibilità: andare via, accettare l’indigenza a vita (vogliamo parlare di pensioni nel futuro che verrà?) oppure scovare le proprie qualità e valorizzarle.

Noi proponiamo gli ecommerce in franchising , ma, oltre a questo, va bene qualunque cosa vi possa far lavorare in autonomia.

E non fermatei davani a nulla…

Vado ad estremizzare: la prostituzione. Cos’è la prostituzione? E’ snaturare per denaro qualcosa di puro e nobile: l’amore.

E abbassarsi ad accettare di lavorare metà anno ad una somma vorgognosa tra soprusi ed angherie cos’è? Non è snaturare per soldi qualcosa, il lavoro, di puro e nobile? (nb. il lavoro esiste da prima della nascita del denaro)

E’ comunque una forma di prostituzione. Diversa ovviamente. Non chiama in causa i genitali ed invece che 5 minuti dura una vita intera.

Quindi cosa fare?

Non prostituitevi. Non fatevi prendere in giro. Trovate un modo (non necessariamente il nostro) per lavorare in autonomia… ed in bocca al lupo.

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